
SECONDO ME
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Opzioni
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Autore: Michele
La Ginestra
Regia: Augusto
Fornari
Cast: Michele La Ginestra, Sergio
Fiorentini, Corinne Bonuglia
e Emanuel Cesario
Descrizione
"Secondo me" è una storia fatta di amore,
di fede e di profumi.
È la storia di Sergio, falegname, col suo profumo di legno, e di Maria, sua moglie, col suo profumo di pane… ma è anche
la storia “dei” Giuseppe: il vecchio falegname, col suo profumo di Vinavil;
ed il giovane, imbevuto di calcio, purtroppo, senza profumo…
E’ una riflessione a voce alta sull’esistenza, sulle gioie e sui dolori,
con un attenzione particolare alle “buone notizie”
che ci sono state comunicate, qualcosa su cui sorridere, ma anche qualcosa
di estremamente intimo per chi ha voglia di ascoltare...
Si ride, si piange, si urla, come nella vita, con la speranza che ci sia
sempre un sorriso che ci conforti nei momenti più difficili…
Scheda spettacolo a cura di Roberto Mazzone
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La recensione di Luisa Monnet
Michele La Ginestra propone al
teatro della Cometa un nuovo capitolo del suo teatro, la sua peculiare
visione del mestiere dell’attore che si fonde con quello dell’autore e del
narrastorie.
L’attore dà corpo a un altro ritratto della sua
galleria di personaggi semplici ma profondi: Sergio, il ragazzo capitato
per caso nella bottega del falegname Giuseppe, amante dei buoni odori del
legno e del pane, e naturalmente innamorato della figlia del falegname,
Cristina, che studia danza. Quella bottega diventerà la sua casa, la sua vita con Cristina, il nido per il loro figlio
Giuseppe, uno spazio chiuso, protetto, rifugio dalle illusioni e
disillusioni della vita, delle certezze così faticose da trovare, e di
quelle risposte ultime da trovare, che chiedono un prezzo doloroso da
pagare.
Prova d’attore dunque ma prova anche dell’autore,
che rilascia al suo pubblico una storia bella e accorata, nella migliore
tradizione del teatro romano, dove le botteghe non sono ancora scomparse in
mano ai centri commerciali, e la famiglia, sia pure bistrattata, trascurata
e non sempre compresa, resta al centro dell’universo personale e sociale.
Interpretare una storia, la sua storia, per La Ginestra e il suo
manipolo di motivati ed efficaci interpreti, significa soprattutto viverla:
è così che l’autore-attore conquista il suo pubblico. Con
un’ora e mezza di dialoghi, risate e soprattutto tanta verità e commozione,
sempre in prima persona, sempre in gioco.
In questo spaccato personale e umano l’autore orchestra, grazie all’aiuto
di una regia puntuale e sensibile, un gioco a quattro con i suoi attori,
tra cui giganteggia l’interpretazione quieta e intensa di
Sergio Fiorentini, un figlio di Roma d’altri tempi, che si presta
con bonarietà al suo ruolo di pater familias in
mezzo alla figlia danzatrice – interpretata con efficacia ed eleganza da Corinne Bonuglia – e al
nipote – il volenteroso Emanuel Cesario. Non vi è una particolare morale o
un messaggio che si discosti da quanto quotidianamente viene
sperimentato da una qualunque famiglia, in questo spettacolo. La sua forza,
il suo indiscutibile fascino nasce da quella semplicità di
intenzioni con cui l’autore-interprete si pone davanti al suo
pubblico: fa sorridere, fa piangere e soprattutto fa riflettere, con
levità, tra una risata e un brivido di commozione. Alla fine della storia
c’è chi troverà la fede in un semplice saio, e chi si ritroverà a
contemplare l’effigie in legno (di pesco) di un
Salvatore senza più una croce da portare.
Roma, 1 febbraio 2009
Teatro della Cometa Voto:

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Secondo
me di Michele La
Ginestra
Al teatro Cometa di Roma
Dal 27/01/2009 al 22/02/2009
Una storia fatta di amore, di
fede e profumi…
Trama:
Una storia fatta di amore, di fede e profumi. È la
storia di Sergio, falegname, col suo profumo di legno, e di Cristina, sua
moglie, col suo profumo di pane…
Recensione
Il Secondo me di La Ginestra è una
riflessione profonda sulla vita attraverso il racconto di un uomo semplice, un
falegname, che è espressione dell’umanità intera ma anche ricordo del padre
divino da cui ebbe origine il sacramento della famiglia.
Il protagonista, Sergio (interpretato con intensità da Michele La Ginestra), intaglia ogni
giorno un pezzo della sua esistenza creando forme diverse, a volte armoniose
altre instabili, pronte a frantumarsi al cospetto delle numerose “prove” a cui
è sottoposto. Ciò che rimarrà, dopo sofferenze e perdite drammatiche, sarà un
nuovo legno vergine da plasmare secondo la propria personale verità.
L’impianto drammaturgico è ben costruito e supportato
da una regia efficace che lascia spazio agli interpreti (tutti di ottimo livello) di portare sulla scena la propria
esperienza di vita e di morte che è singolare ed affascinante perché specifica
di ciascuno stadio dell’esistenza.
Le coreografie e le movenze della Bonuglia
introducono l’unica presenza femminile sulla scena che prende corpo
gradualmente per poi tornare nell’etere dal quale era apparsa lasciando dietro
di sé un grido di disperazione e di solitudine.
L’uomo senza la donna/madre torna di nuovo bambino nel tentativo vano di
cercare spiegazioni alle incogruenze della vita, ed è
solo la vecchiaia a regalargli il conforto della pace.
Lo spettacolo di La Ginestra è un bel viaggio nel cammino tortuoso
della vita ed è prezioso in quanto esplora meandri che spesso non
vengono varcati per paura di ciò che è inspiegabile dalla ragione umana.
L’atto di fede sta dunque nell’abbandonarsi ad occhi bendati ad una verità che
non è totalmente dispiegata ma che necessita di una
dose di sensibilità in più per essere intravista.
(Lisa Recchia)



Al Teatro della Cometa di Roma Michele La Ginestra con 'SECONDO ME'
Dopo il successo di Radice di due Michele La Ginestra torna in scena con un
nuovo spettacolo
in scena al Teatro della Cometa, affiancato dal grande Sergio Fiorentini e con la ballerina
Corinne Bonuglia
e il giovane Emanuel Caserio. Tutti molto validi gli interpreti che sono la grande forza di questo spettacolo.
Una storia molto ricca di eventi e di sensazioni, sono
belle le immagini evocate dalle associazioni di profumi
intensi e delicati come il legno, il pane, il pesco, il ciliegio. Si parla
della storia di un uomo ( La
Ginestra) che attraversa nel corso della sua vita una serie
di vicissitudini, a partire dalla sua infanzia,
dall’amore per il proprio lavoro e il proprio maestro (Sergio Fiorentini) per
la propria compagna di vita (Corinne Bonuglia) e alle prese con il matrimonio, l’arte, i sogni,
il diventare padre, il tradimento, i sensi di colpa, le condivisioni, le
gelosie, il dolore, l’affrontare la morte, le reazioni, la religione
e la fede. I personaggi si cimentano su diversi registri drammaturgici
e interpretativi mantenendo una costante carica emotiva. Sono molto efficaci
sia le pagine comiche che quelle tragiche, anche se
probabilmente nel complesso il testo risulta essere un po’ troppo carico di
temi in un lungo arco temporale. C’è tutto in questo spettacolo ed anche
troppo, si va dalla danza e le passioni al quotidiano e meno poetico calcio,
dall’amore profondo all’adulterio, dalla religione alle risse, ci sono molti
flashback ma anche riflessioni con sé stessi. Se prese
singolarmente le tematiche funzionano e divertono e
coinvolgono, invece il tutto insieme come un minestrone di emozioni forti
risulta un po’ eccessivo, e i contenuti agli antipodi un po’ troppo lontani, se
si ride molto, altrettanto molto si può piangere.
È il racconto di una famiglia nata e cresciuta attorno alla bottega del
falegname Giuseppe un uomo mite e sempre mosso dalla saggezza popolare, un
artigiano sognatore innamorato del proprio lavoro e della vita che assume come
giovanissimo apprendista il volenteroso Sergio. Con calma e senza fretta
insegna al ragazzo la disciplina e la perseveranza, gli
insegna a “rubare con gli occhi”, con una vera e propria investitura
“degna di re Artù e i cavalieri della tavola rotonda”
fatta con un ciocco di pesco, lo educa al valore della professione che può
essere la metafora della vita umana. Sergio è rapito dal
profumo antico del legno, impara l’arte della lentezza nel togliere il
superfluo e l’importanza del rispetto. Ben presto riversa
questi insegnamenti nell’amore per la figlia di Giuseppe, la bella e
profumata Cristina, una ballerina dolce e simpatica sua coetanea. Dal loro
matrimonio nasce un figlio, che non può che chiamarsi come il nonno: un altro
Giuseppe dopo tanti omonimi predecessori “illustri”. Michele La Ginestra mantiene la
struttura dei suoi precedenti spettacoli, fatti di brillanti quadretti
narrativi, in cui si ride di gusto su battute non banali, ma potenzia l’aspetto
intimo dei personaggi, intriso di simboli e rimandi cristiani. L’approccio ai
temi universali è quello suggerito dal Vangelo, filtrato da un “secondo
me” personale originato dalle esperienze vissute e da profonde riflessioni tra
certezze e dubbi, una maturazione che deriva anche dalla presa
di coscienza dei propri errori “trasformare i sensi di colpa in
maturità”. Forse accentua alcuni stereotipi e luoghi comuni secondo i quali la
sofferenza genera violenza o comunque, non è
conseguenza matematica che una giovane e ingenua personalità sia
necessariamente terreno fertile di cattive influenze che generano altro dolore,
e neanche è così vero che reagire ad una grande perdita significhi abbandonare
tutto quello in cui si è creduto fino ad un attimo prima.
Lo spettacolo è diretto molto bene da Augusto Fornari,
nel complesso risulta godibile, curata la regia,
funzionali le scene, molto efficace il disegno luci. Piacevole scoperta il
brioso Emanuel Caserio che aggiunge freschezza e
vivacità, conferma la sua fama il grande Sergio
Fiorentini che arricchisce con esperienza e vigore, senza tralasciare la
travolgente simpatia e bravura di Michele La Ginestra ma anche
l’energia raffinata dell’unica figura femminile Corinne
Bonuglia.
31/ 01 / 2009 Giusi Potenza
Lo spettacolo resta in scena, al Teatro della Cometa di
Roma, fino al 22 Febbraio 2009


Michele
La Ginestra
in Secondo me al Teatro della Cometa di Roma
Michele La Ginestra colpisce ancora.
Il nuovo spettacolo, scritto e interpretato, va dritto al cuore. Sulle note
gioiose dello Schiaccianoci di Tchaikovsky,
comincia il racconto di una famiglia nata e cresciuta attorno alla bottega del
falegname Giuseppe (Sergio Fiorentini recentemente impegnato in Distretto di
Polizia).
L’uomo, mite e sempre mosso dalla saggezza popolare, assume come
giovanissimo apprendista il volenteroso Sergio; con l’incarico di separare i
chiodi buoni da quelli storti e arrugginiti, insegna al ragazzo la disciplina e
la perseveranza; con una vera e propria investitura fatta con un ciocco di
pesco, lo educa al valore della professione che può essere la metafora della
vita umana. Sergio è rapito dal profumo antico del
legno, impara l’arte della lentezza nel togliere il superfluo e
l’importanza del rispetto. Ben presto riversa questi
insegnamenti nell’amore per la figlia di Giuseppe, Cristina (l’elegante
attrice e ballerina di origini francesi, Corinne Bonuglia). Dal loro matrimonio nasce un figlio (l’energico
e spigliato Emanuel Caseario), che non può che chiamarsi come il nonno. Come in
un buldingsroman, seguiamo Sergio nella strada
della propria crescita personale che lo porterà a confrontarsi con esperienze e
sentimenti nuovi e imprevisti: l’amore, la gelosia, la paternità, il tradimento
e il dolore per la perdita delle persone più care. Michele La Ginestra mantiene la
struttura dei suoi precedenti spettacoli, fatti di brillanti quadretti
narrativi, in cui si ride di gusto su battute non banali, ma potenzia
l’aspetto, direi quasi, pedagogico dello spettacolo, intriso di simboli e
rimandi cristiani. L’approccio ai temi universali è quello suggerito dal
Vangelo, mediato da un “secondo me” personale originato dalle esperienze
vissute e, per dirla come Sergio, dal “derby tra i
dubbi e le certezze”. Lo spettacolo, diretto da Augusto Fornari,
andrà in scena fino al 22 febbraio al Teatro della Cometa a Roma.
www.teatrodellacometa.it
30/01/2009, DANIELA OLIVIERI

» 29.01.2009
Al ‘Teatro della Cometa’
di Roma ‘Secondo Me’: Michele La Ginestra si racconta.
Andare
a teatro in compagnia della figlia per un padre della mia non più giovane età è
faccenda complessa. L’educazione sicuramente datata, l’esser protettivo decisamente in modo eccessivo fa sì che mi ponga sempre
prima dell’entrata qualche interrogativo sicuramente fuori luogo.
Le mie ansie però sono del tutto svanite con questo ‘Secondo me’ in scena al “della Cometa” fino al 22 febbraio, bella e
semplice storia fatta di amore, di fede e di profumi.
Michele La Ginestra,
con la collaborazione di Adriano Bennicelli,
racconta la storia un po’ autobiografica di Sergio, falegname, col suo profumo
di legno, e di Maria, sua moglie, col suo profumo di
pane… ma è anche la storia “dei” Giuseppe: il vecchio falegname, col suo
profumo di Vinavil; ed il giovane, imbevuto di calcio, purtroppo, senza
profumo…
E’ una riflessione, piena di poesia, a voce alta sull’esistenza, sulle
gioie e sui dolori, con un attenzione particolare alle
“buone notizie” che ci sono state comunicate, qualcosa su cui sorridere, ma
anche qualcosa di estremamente intimo per chi ha voglia di ascoltare, specialmente
quando ci si imbatte nella morte.
Si ride, si piange, si urla, come nella vita, con la
speranza che ci sia sempre un sorriso che ci conforti nei momenti più
difficili.
Dopo il successo di “Radice di 2”, Michele La Ginestra torna con questo
nuovo spettacolo, coadiuvato dalla sapiente regia di Augusto
Fornari, dall’esperienza di Sergio Fiorentini,
dall’eleganza di Corinne Bonuglia
e dalla simpatia di Emanuel Caserio, per comunicare
qualcosa di sé, con il suo solito stile giocoso e disincantato.
Nato a Roma le velleità artistiche di La Ginestra si manifestano
sin da giovane. L’amore per Roma e per le tavole del palcoscenico lo
spinge a studiare giovanissimo i sonetti del Belli, Trilussa
e Pascarella, fino ad arrivare a Ettore Petrolini.
A 28 anni riceve una menzione speciale in una rassegna teatro giovani,
per una commedia da lui scritta, diretta e interpretata, “No smogolo”, e da lì inizia il rapporto professionale con il
teatro.
Notato da Garinei viene
chiamato a maggio del 2000 a
interpretare il ruolo del protagonista in “Rugantino”, ma inizia presto a
lavorare anche in televisione (‘Amiche mie’, ‘Nati ieri’) e per il cinema (‘Cresceranno i carciofi a Mimongo’, ‘Colombo’, ‘Un Maresciallo in gondola’).
Di questo bello e poetico "Secondo me" dice: “è il mio spettacolo, quello che ho covato dentro per un bel pò, l'ho scritto e l'ho ri-scritto, e grazie al confronto
con alcuni amici, è diventato realtà; insomma c'è una bel po' di me .. e sono
convinto che piacerà” …. e chi scrive non può che
confermare !